Il Club e YATA Milano in visita al Comando NRDC-ITA

visita NRDCITALo scorso 18 aprile, una delegazione composta da rappresentanti del Club Atlantico Cisalpino, delle neonate Youth Atlantic Treaty Association (YATA) Italy e YATA Milano e da studenti del corso di Storia dei Trattati e Politica Internazionale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore si è recata presso il Comando multinazionale NATO Rapid Deployable Corps - Italy di Solbiate Olona (Varese). Ad accompagnare il gruppo, il titolare del corso e Presidente del Club Atlantico Cisalpino, Professor Massimo de Leonardis, il Professor Gianluca Pastori, Associato di Storia delle Relazioni Politiche tra il Nord America e l’Europa, il Dottor Davide Borsani, Assegnista di Ricerca, e la Dottoressa Daria Sauleo, Dottoranda di Ricerca.

 

Era il 2001 quando la NATO decise di dotarsi di Rapid Deployable Corps, ossia di forze multinazionali che potessero essere schierate rapidamente in caso di crisi, per condurre operazioni tanto difensive quanto offensive, o ancora a sostegno della pace o sostegno umanitario, nonché altre operazioni, anche nel fuori area. Il Ministero della Difesa italiano creò conseguentemente NRDC-ITA: quello di Solbiate Olona è un quartier generale multinazionale, in cui la componente di personale italiano raggiunge il 70%, con il restante 30% proveniente da altri dodici Paesi contribuenti (Albania, Bulgaria, Francia, Germania, Grecia, Olanda, Slovenia, Spagna, Regno Unito, Stati Uniti, Turchia, Ungheria).

Le radici dell’attuale comando NRDC-ITA, il cui motto risponde alla locuzione latina “Ubique celere” (“ovunque rapidamente”), sono da ricercare proprio nella Terza Divisione Celere, che, durante la Seconda Guerra Mondiale combatté valorosamente nelle campagne di Yugoslavia e Russia (rispettivamente, nel 1941 e 1942). Il concetto di rapidità, con il motto latino che ancora campeggia sullo scudo emblema di NRDC-ITA, è stato dunque mantenuto nel tempo, assieme a quello di efficienza, a sottolineare la peculiarità di queste unità, che possano essere prontamente schierate in crisis-response operations, dovunque ci sia bisogno allo scoppiare di una crisi. Dall’inizio di questo anno, NRDC-ITA è al comando della Land Component della NATO Responce Force.

 

Durante la prima parte della visita al Comando, in mattinata, i partecipanti hanno potuto vedere una rassegna di alcuni armamenti e mezzi militari esposti negli spazi aperti della base. Fra i mezzi, illustrati dalle spiegazioni dettagliate di militari in servizio, si trovavano un obice della Prima guerra mondiale, un Lince degli anni Novanta, così come carri armati della Seconda guerra mondiale (fra cui uno Sherman e un Leopard) e altri mezzi di uso civile. Inoltre, in un tendone militare anch’esso appositamente allestito per la visita, è stata organizzata un’esposizione statica di alcuni armamenti in dotazione all’Esercito italiano, sia individuali che di reparto, insieme a equipaggiamenti per azioni di anti-sommossa. In seguito, nella palestra della base, il gruppo ha potuto assistere a una simulazione, con dimostrazione delle tecniche militari su cui il personale viene formato per il combattimento corpo a corpo e per l’attuazione di perquisizioni. Il momento è stato assolutamente efficace sul piano didattico non solo per l’impatto visivo, ma anche perché è stato illustrato come la procedura di perquisizione sia standardizzata per tutti i membri dell’Alleanza, che sono su questo formati dagli statunitensi. È un esempio tanto semplice quanto importante di come le conoscenze e la preparazione vengano condivise tra gli Stati Membri della NATO, attraverso lo scambio di addestratori e unità addette, al fine di assicurare una comune capacità di reazione a minacce dello stesso tipo, nonché diffondere conoscenze e best practices.

Dopo il pranzo, organizzato anch’esso presso il Comando, nel pomeriggio il programma ha visto il gruppo assistere a una serie di sette briefing, tenuti da altrettanti ufficiali, in inglese, lingua ufficiale della Base. Tema centrale è stato il concetto di comprehensive approach, che, introdotto dalla NATO a livello dottrinale sin dal 2008, ha rappresentato il filo rosso per tutti gli interventi, a cominciare dall’introduzione affidata al Capo di Stato Maggiore di NRDC-ITA, Generale Maurizio Riccò. Questi ha sottolineato, innanzi tutto, la necessità di considerare che quelle odierne non siano più guerre tradizionali ("Stato contro Stato" e "uniforme contro uniforme"): volontà politiche divergenti, ha spiegato, continuano a contrapporsi, ma in maniera diversa rispetto al passato. I conflitti contemporanei, infatti, non coinvolgono più solamente le Forze Armate, ma anche le popolazioni, e spesso si concretizzano, piuttosto che in tradizionali battaglie campali, in atti di guerriglia o di terrorismo. La minaccia è dunque diventata multiforme e multidimensionale, e pertanto, in parallelo, anche l’approccio a questi scenari deve modificarsi in senso coerente, ovvero basarsi su elementi e valutazioni sia militari che civili, considerando al contempo aspetti politici, culturali, economici e sociali, e privilegiando un approccio cosiddetto population centric.

La collaborazione tra civili e militari, la Civil and Military Cooperation (CIMIC), è già una realtà affermata in ambito NATO: ne sono un esempio i Provicial Recostruction Teams, che operano in Afghanistan in progetti di ricostruzione e sviluppo, vedendo la collaborazione di componenti sia civili sia militari. Per questa ragione, è stato sottolineato nel corso dei vari interventi, sta assumendo una rilevanza crescente il coinvolgimento in ambito militare di tutti quei professionisti, quali analisti politici ed esperti di diversi settori, che possano fornire diverse chiavi di lettura di una crisi e delle possibili soluzioni. È stata evidenziata dunque l’importanza del contributo che certe figure professionali possono dare alle Forze Armate e come, in questa prospettiva, il legame di scambio e collaborazione fra il settore militare e il mondo dell’Università e della ricerca rappresenti un’occasione importante di crescita e incontro reciproci.

I briefing hanno toccato anche altri argomenti, come l’evoluzione dei Concetti Strategici dell’Alleanza nel corso della sua storia (divisa in tre grandi momenti: la Guerra Fredda, il post Guerra Fredda e l’ultima fase, iniziata con l’evento spartiacque dell’11 settembre 2001) e le sfide multidimensionali del XXI secolo, il comprehensive approach declinato nella pianificazione operativa (con riferimento all’approccio sistemico di Political Military Economic Social Information Infrastructure, PMESII), la differenziazione fra intelligence, knowledge development e information environment (con questi ultimi due concetti che rappresentano, rispettivamente, la possibilità di rendere disponibili le conoscenze, con un approccio e una responsabilità cosiddetti cross-functional, e l’apparato di diffusione di informazioni utili allo svolgimento della missione di cui ci si sta occupando).

 

La visita ha rappresentato un valido momento di apprendimento per studenti e giovani studiosi di relazioni transatlantiche. In uno spirito di viva partecipazione, hanno avuto occasione di conoscere più da vicino una realtà importante del nostro territorio, quale quella di NRDC-ITA, potendone comprenderne a fondo la struttura, gli obiettivi e le modalità di attivazione e operazione a livello internazionale.

 

Vedi la galleria fotografica sul sito di NRDC-ITA

Autori della news: Antonio Pilati, Daria Sauleo

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